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UGL: PER IL TRIBUNALE DI ROMA RIVEDERE LE DECADENZE. CAPONE: “PROSEGUIAMO NELL’AZIONE DI LEGALITÀ”

Sulla querelle che ha visto il quarto sindacato confederale italiano lacerarsi in uno scontro giudiziario le cronache raccontano di un ennesimo passaggio che la sparuta minoranza si e’ affrettata a lasciare in pasto a certa stampa.
La lotta interna all’UGL comincia con una durissima contrapposizione tra le correnti che si scontrano a Montesilvano in occasione dell’ elezione del nuovo segretario a seguito delle dimissioni di Geremia  Mancini, succeduto a Giovanni Centrella a sua volta investito da un’indagine giudiziaria.
Qualche giorno fa il tribunale di Roma ha rimesso in discussione la decadenza dal consiglio nazionale di un gruppo di dirigenti.
 In attesa del giudizio definitivo sulla vicenda riportiamo la dichiarazione ufficiale del Segretario generale dell’UGL, Francesco Paolo Capone che rimane in sella alla guida del sindacato.
“L’ordinanza odierna ha semplicemente stabilito che non è sufficiente dichiarare la decadenza degli associati che non partecipano a due Consigli Nazionali con il mero richiamo alla norma regolamentare”.
Questo è quanto dichiara il Segretario Generale dell’UGL Paolo Capone con riferimento alla pronuncia odierna del Tribunale di Roma.
“Secondo il Magistrato è, invece, necessario procedere ad una “articolata motivazione” sul fatto storico della non partecipazione ai Consigli stessi. Questo è quanto affermato nella pronuncia ma tutti noi vecchi iscritti UGL sappiamo che fin dallo scorso secolo le decadenze sono state proclamate nello stesso modo, ben sapendo, che dopo due assenze conseguiva la decadenza”.
“Il magistrato – conclude Capone – la pensa diversamente e noi lo rispettiamo, ma ciò non fermerà neanche per un secondo le nostre iniziative, la nostra volontà di tornare sul territorio, la nostra volontà di essere vicini ai nostri iscritti”.
Il tam tam mediatico dei transfughi di “ripartire dal territorio” non vuole prendere atto della realtà fattuale che, ad esempio, ha già visto rigettare tutte le pretese del Sig. Prudenzano introdotte e discusse nel doppio grado di giudizio di merito; non vuole prendere atto che tutti gli ex iscritti appartenenti al Corpo della Polizia dello Stato, violando ripetutamente la legge, per anni hanno ricoperto cariche e posizioni all’interno del nostro sindacato; che i signori Scipio e Moretti hanno ritenuto opportuno abbandonare l’UGL per costituire associazioni esclusivamente finalizzate a godere dei benefici sindacali derivanti dall’illegittimo uso del logo e del marchio UGL che, viceversa, questo sindacato ha inteso riprendere le fila sia dell’iniziativa politica che del ripristino della legalità ad ogni livello.



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