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Asili nido aziendali, una battaglia da vincere


Sensibilizzare i Comuni e le aziende private della nostra Regione affinché istituiscano asili nido aziendali è uno degli obiettivi che la Coordinatrice Ufficio Pari Opportunità UGL Sicilia, Gianna Dimartino, sta portando avanti in questi giorni visto che la scadenza del bando specifico promosso dall’Assessorato regionale Famiglia è stato prorogata al prossimo 2 marzo.La Dirigente sindacale sottolinea l’importanza dell’istituzione degli asili nido e micro nidi comunali e aziendali in attuazione della normativa nazionale( L.448/2001-art.70) e L..296/06 art.1 comma 1250,1259,1260,1261,L.R.214/79 e L.R.22/86,che finora sono state poco applicate,specie in Sicilia.Utilizzando i fondi messi a disposizione da questo bando,gli asili nido e micronido potranno essere realizzati con un congruo sostegno finanziario ed un cofinanziamento per i Comuni pari ad almeno il 10% della spesa,mentre per le aziende private sale ad almeno il 50%. Lo scopo è quello di offrire maggiori servizi sociali legati al ruolo di assistenza e cura che, sul piano sociale, può significare favorire l’incremento della natalità nel rispetto della Famiglia e della libera scelta delle donne in ambito lavorativo, troppo spesso costrette a drastiche decisioni discriminanti.
Siamo convinti- dice Gianna Dimartino- della grande necessità di venire incontro alle esigenze delle donne che lavorano, anche con questo tipo di strumento di sostegno alla maternità. Oltre alle parole noi interveniamo affinché vengano messi in campo fatti concreti, progetti esecutivi necessari per ottenere i fondi da parte della Regione e/o del Ministero del lavoro”.
Il sindacato UGL si occupa della realtà quotidiana dei lavoratori e delle lavoratrici cercando di migliorare, ove possibile,la qualità della vita e favorire l’occupazione femminile: più donne occupate, maggiore utilizzo delle risorse umane già presenti e migliori condizioni di lavoro dovrebbero essere le strategie del mercato economico-finanziario e della Programmazione socio-economica territoriale.Elemento importante è che queste strutture,a differenza delle altre private o pubbliche già esistenti,possono rimanere aperti fino al tardo pomeriggio (ore 19,30),anzi questo, insieme alla capacità di offrire servizi integrativi ed anche l’apertura nei mesi estivi e nei periodi considerati di “vacanza scolastica”,costituiscono elemento di premialità nella valutazione dei.progetti.Ovviamente gli Enti, dopo aver individuato i locali e dopo averli adeguati,dovranno indicare quanti bambini dell’età fra i 0 mesi e i 3 anni, possano essere accolti nella struttura; sarà stilata un’apposita graduatoria sulla base di criteri oggettivi ed il servizio,se non potrà essere gestito “in house”,potrebbe essere affidato a delle cooperative o altro tipo di Organismi di provata esperienza e professionalità .
L’istituzione di asili aziendali è quindi un segnale concreto verso l’applicazione del principio delle Pari Opportunità, pensato sia al maschile che al femminile, conciliando l’esigenza di tanti lavoratori e lavoratrici.
In quest’ottica sono stati avviati dei contatti con i Responsabili Istituzionali dei vari Enti e, nel contempo, anche con i Responsabili di aziende private, perché crediamo che aderire a tale iniziativa rappresenti prova inconfutabile di “responsabilità sociale “ delle imprese,sia pubbliche che private, un primo passo concreto per cambiare il rapporto fra azienda e dipendenti.
In tal senso proponiamo un mutamento di ottica che sostenga la buona occupazione: un cambiamento realizzato non solo nelle mura aziendali ma anche attraverso servizi di sostegno al lavoro, soprattutto in termini di servizi alla genitorialità,termine che deve sostituire quello di maternità in quanto la conciliazione deve stare a capo di una rivoluzione culturale che deve coinvolgere ambedue i genitori e quindi sia l’uomo che la donna.La conciliazione deve essere adattata sia ai tempi delle donne sia ai tempi della città e deve favorire una maggiore presenza femminile nel mondo del lavoro,delle professioni,della politica e del sindacato stesso.Incentivare lo sviluppo del Paese,infatti,significa aumentare il suo PIL e favorire e lo sviluppo economico ma anche l’occupazione a largo raggio e non solo femminile.
Intraprendere questo nuovo percorso favorirà anche una variazione in positivo del tasso di natalità che in Italia è bassissimo e denota la sofferenza di una situazione stagnante figlia di ostacoli sociali e di mancanza di solidarietà generazionale perché non si guarda al futuro con positività.
Gianna Dimartino
Coordinatrice Ufficio Pari Opportunità UGL Sicilia

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