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Osservatorio Economico Provinciale 2008

Venerdi 27 febbraio 2009 si sono svolti, presso la Camera di Commercio di Palermo, i lavori dell’ Osservatorio Economico Provinciale 2008.
Presenti numerosi rappresentanti delle istituzioni tra cui il Presidente dell’Assemblea Regionale On. Francesco Cascio, il Presidente della Provincia di Palermo On. Giovanni Avanti, il Direttore della Banca d’Italia di Palermo dr. Sopranzetti, il Preside della Facoltà di Economia Prof. Carlo Dominici.
Si è affrontato il tema della situazione economica dell’isola nell’anno 2008 con uno “zoom” sulla provincia di Palermo e in particolare sulla città capoluogo.
Il dibattito si è avvalso di uno studio commissionato dal Presidente della Camera di Commercio, dr. Roberto Helg, all’Istituto Tagliacarne. Da quest’ultimo è emerso che la crisi internazionale in fondo descrive una cosa su tutte ovvero la fine di un mondo. Se infatti con Reagan lo stato era un problema oggi con Obama esso è una soluzione.
Ma riferendoci alla situazione locale del nostro territorio, in sintesi, le criticità più marcate nel tessuto economico palermitano e in particolare della città di Palermo sono riconducibili a tre ordini di problemi:
Riduzione dei consumi dovuta alla diminuzione del valore dei risparmi ed alla perdita del potere di acquisto delle famiglie.
Difficoltà delle imprese in particolare le cosiddette PMI ad accedere al credito. Un fenomeno dovuto alla “paralisi” del mercato interbancario.
Rallentamento dell’economia internazionale che deprime l’andamento delle esportazioni.
Inoltre un dato a dir poco significativo, emerso dallo studio condotto, prevede che nel prossimo futuro per ogni dieci persone che andranno in pensione tredici entreranno nel mercato del lavoro. Quindi il peso della domanda di lavoro è destinata a crescere a fronte di una offerta sempre più in direzione discendente. A questo punto è necessario puntare sugli investimenti per creare produzione e quindi mercato, favorendo così l’offerta.
Mi preme sottolineare che il problema più grande del sistema economico della nostra isola è che il Pil reale è notevolmente inferiore al Pil potenziale, con un Pil procapite fermo dal 2004. La ragione di questo va individuata in una cattiva qualità della macchina burocratica.
Nella nostra regione i fondi strutturali europei dal duemila ad oggi hanno sostenuto i consumi ma non hanno creato una vera crescita perché sono stati orientati verso uno sviluppo “spontaneo” senza programmazione strategica.
Ancora oggi assistiamo al fatto che devono essere investiti gli ultimi cinquecento milioni di euro dell’agenda 2000-2006 e che il governo dopo due anni dall’inizio della nuova programmazione è come “immobilizzato”. Infatti solo un bando della nuova programmazione è stato prodotto.
Per superare la crisi un aspetto fondamentale è ritrovare la “fiducia”. Nessuna delle misure per superare la crisi ha finora rotto il muro della fiducia che è un aspetto psicologico fondamentale in economia. Fiducia negli investimenti, nello sviluppo. Ed in questa direzione le istituzioni devono giocare un ruolo autentico attraverso un governo attento, puntuale ed efficace. Solo così si potrà riavere una ripresa degli investimenti e della crescita.



Arch. Giuseppe Fascella
Coordinatore regionale
Fondi Comunitari e Tavoli di Partenariato

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