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UGL SICILIA: CONDORELLI, UN PIANO ANTICRISI PER SALVARE LA SICILIA

Con più di 30 mila posti a rischio già nei primi mesi del 2009, la crisi in Sicilia assume contorni sempre più preoccupanti e che aggiunge incertezze e confusione nei lavoratori e nelle famiglie, sempre più vicine al baratro della povertà . Ugl Sicilia – dichiara Giovanni Condorelli, Segretario Generale – ha siglato nel novembre scorso un accordo con il Governo regionale per l’introduzione di misure urgenti per interrompere la progressiva chiusura delle attività. Chiediamo con forza al Governo regionale che si attuino le proposte concordate. Occorre un Piano economico anticrisi per le emergenze immediate – sottolinea Condorelli – con l’immissione di liquidità e con il varo di un programma che pensi al futuro della Sicilia ma che attualizzi gli interventi nel brevissimo periodo. Mettere da parte atteggiamenti demagogici, abbassare le barriere ideologiche e gli steccati di uno sterile pressappochismo di certi ambienti politico-sindacali è divenuto indispensabile - prosegue il Segretario Generale – alla Sicilia che chiede aiuto serve un nuovo approccio alle relazioni industriali e istituzionali basato su un modello condiviso che pensi a dotare il sistema produttivo siciliano di strumenti di immediato impatto. Occorre approvare il bilancio regionale per sbloccare la spesa pubblica, avviare i bandi per supportare settori strategici come la pesca, l’agricoltura,il turismo, il commercio, l’artigianato ed il settore collegato dei servizi e dotare la Sicilia di un Piano di investimenti infrastrutturali per dare ossigeno a settori trainati come l’edilizia e la cantieristica navale – prosegue il Segretario generale - come lo sblocco dei fondi destinati agli investimenti nel settore energetico, fondamentale per attrarre capacità imprenditoriale in un settore di punta per il rilancio dell’economia isolana. Il modello energetico pensato da Ugl Sicilia – prosegue Condorelli – è quello di un moderno ed innovativo approccio che non passi per il nucleare ma punti invece alle diverse forme di produzione di energia che sfruttino l'ambiente e che non lo depauperino. La Sicilia è dotata delle materie prime indispensabili per attuare, nel settore energetico, quella che gli studiosi definiscono la “Terza rivoluzione industriale”, cioè realizzare un modello industriale capace di produrre, raccogliere, accumulare e scambiare energia nelle case dei siciliani come nelle aziende, come si fa già con le informazioni multimediali, secondo l’approccio, del resto più volte indicato da Jeremy Rikfin e che ha trovato il consenso del Presidente Raffaele Lombardo. La stretta creditizia e i mancati pagamenti da parte della pubblica amministrazione, che alimentano amplificandone la crisi delle imprese, costituiscono una emergenza nell’emergenza; per invertire la rotta servono regole certe per l’accesso al credito agevolato ed a forme di abbattimento fiscale anche attraverso gli strumenti della fiscalità di vantaggio. Infine – conclude il Segretario Generale – è indifferibile riconoscere i circa 2 miliardi di euro di crediti vantati dalla imprese siciliane nei confronti della P.A.; per far ciò si potrebbe cominciare con l’introduzione di un meccanismo che porti a compensazione i crediti vantati attraverso un minore esborso di denaro (leva fiscale di vantaggio) per i prossimi 5 anni a favore delle imprese creditrici che assumono l’impegno di sviluppare le attività produttive nel territorio siciliano, che garantiscano l’utilizzo di maestranze siciliane, nonché l’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro e salvaguardino i livelli di occupazione, creando i presupposti per nuove assunzioni. Queste ed altre proposte di immediata operatività sono contenute in un Documento che sarà consegnato al Presidente della Regione, nei prossimo giorni, dando continuità ad un rapporto da mesi consolidatosi con la nostra O.S.

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