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UGL, DOPO LA POLVERINI LA TRIPLICE

Obiettivo: fare con Cisl e Uil i contratti dei dipendenti pubblici

Evidentemente sbagliava chi ha pensato che, andata via Renata Polverini, l'Ugl si sarebbe spenta, rientrando nel grigiore dei numeri che la vedono in fondo alla classifica della rappresentatività sindacale. Un grigiore da cui, nel giro di pochi anni, l'attuale presidente della regione Lazio l'aveva tirata fuori, a colpi di una posizione barricadera al fianco dei lavoratori eppure dialogante con il governo, una strategia comunicativa penetrante e una buona dose di intraprendenza (si racconta di come si sia infilata in un vertice a palazzo Chigi tra governo e parti sociali a cui non era stata inzialmente invitata, e poi non sia più andata via).
Il miracolo della Polverini continua a dispiegare i suoi effetti ancora oggi, a sei mesi dal suo addio.
A tenere le sorti della sigla vicina alla destra è Giovanni Centrella (nella foto), 45 anni, irpino doc, ex responsabile per i metalmeccanici, uomo di fiducia della governatora. L'Unione generale dei lavoratori, mentre si consuma la spaccatura della Triplice, con la Cgil da una parte pronta a ribadire il no alla politica del governo per il lavoro e Cisl e Uil dall'altra, su un fronte di maggiore moderazione, sta impazzando negli uffici pubblici, in particolare nei ministeri, a caccia di nuovi iscritti. Ovviamente, anche andando a pescare tra gli scontenti delle altre sigle. E intanto pianifica l'acquisizione, sulla scorta di un accordo programmatico, di nuovi sindacati che le porteranno in dote il loro numero di tessere. È il caso della fusione con Confintesa, sindacato autonomo forte al ministero dell'interno, che si scioglierà, l'appuntamento è previsto entro settembre, per confluire in Ugl.
L'obiettivo finale del movimentismo del sindacato di via Margutta è di scalare quel 5% necessario a raggiungere la rappresentatività, il titolo che consente di sedersi con tutti i crismi al tavolo con governo e Aran e firmare i contratti del pubblico impiego.
In questo modo l'Ugl uscirebbe definitivamente dalle retrovie e si consacrerebbe come quarta sigla sindacale. Anzi, vista la sua linea moderata finirebbe per diventare il terzo sindacato, al posto della Cgil di Guglielmo Epifani, ad apporre la firma con Cisl e Uil. Un obiettivo ambizioso che ha dalla sua il vantaggio di avere al governo una maggioranza di centrodestra. «Contiamo di farcela», spiega Centrella, «è evidente che c'è una debolezza del sindacato, che c'è molto scontento. Noi abbiamo dimostrato di saper stare vicino ai lavoratori nel fare le scelte migliori in una fase molto difficile. Queste scelte ci stanno premiando». C'è il caso del ministero della giustizia, dice Centrella, dove la sigla è riuscita ad agguantare quota 10% di iscritti. E poi la crescita all'Interno, alla presidenza del consiglio dei ministri ma anche tra gli enti locali. «È necessario andare quanto prima al voto nel pubblico impiego, il dato delle votazioni potrà darci una grossa mano», aggiunge il neo segretario. Che si trova ad essere favorevole al voto immediato per il rinnovo delle Rsu, le rappresentanze dei luoghi di lavoro, al fianco proprio della Cgil. Chiedono invece tempo rispettivamente le sigle di Raffaele Bonanni e di Luigi Angeletti, che rivendicano la necessità di fare prima l'accordo sui nuovi comparti contrattuali e sulle nuove relazioni sindacali. Ma in tutto questo successo dell'Ugl, non conterà anche l'effetto Polverini, ovvero la scia positiva di una donna vincente? «Sarebbe sciocco negarlo, la Polverini ci ha tirato fuori dalla ghettizzazione e oggi in tanti ci associano al suo nome e alla sua immagine. Noi intanto continuiamo a fare il nostro sindacato, a essere accanto ai lavoratori nelle fabbriche e negli uffici, sempre attenti alle istanze del territorio».


Articolo tratto da: http://www.italiaoggi.it/
a firma di Alessandra Ricciardi

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